Un abbonamento mensile mostrato a poche decine di franchi sembra facile da valutare: in realtà è ingannevole, perché non dice nulla sul risparmio di tempo reale che genera. Il calcolo corretto non è «quanto costa», ma «quanto tempo amministrativo questo strumento recupera», convertito in ore che il titolare o un dipendente può dedicare a qualcos’altro invece che alla riscrittura di dati.
Quanto costa il tempo amministrativo, senza strumento dedicato
Riscrivere un preventivo già fatto per un cliente simile, in mancanza di un catalogo prezzi centralizzato
Ricostruire una fattura a partire da appunti cartacei o da una chat WhatsApp
Riconciliare manualmente i pagamenti ricevuti con le fatture inviate
Cercare un vecchio documento o un vecchio riferimento cliente in una casella e-mail sovraccarica
5-8 h
tempo amministrativo settimanale tipicamente recuperato da una piccola impresa centralizzando preventivi, fatture e catalogo in un unico strumento
Come valutare il vero ritorno sull’investimento
Un metodo semplice: stimare il tempo amministrativo settimanale attuale, moltiplicarlo per la tariffa oraria reale della persona che lo svolge (spesso il titolare stesso, la cui ora ha un valore elevato), e confrontare questo importo con il costo mensile dell’abbonamento. Nella grande maggioranza dei casi, la soglia di redditività viene raggiunta con poche ore recuperate al mese, ben prima della fine del primo mese di utilizzo.
Il vero costo nascosto non è lo strumento, è l’assenza di strumento
Una fattura QR generata male che ritarda un pagamento, un preventivo dimenticato mai sollecitato, un acconto mal monitorato: queste perdite invisibili superano spesso, e di gran lunga, il prezzo di un abbonamento mensile.
Una prova di 14 giorni per valutare il guadagno prima di investire
Cantia si prova per 14 giorni in condizioni reali, preventivi, fatture QR e catalogo prezzi inclusi, il che permette di misurare concretamente il tempo recuperato prima di impegnarsi.
Provare 14 giorni →