Nessuna disposizione del Codice delle obbligazioni impone la gratuità di un preventivo. La convinzione che un preventivo «debba» essere gratuito deriva dalla prassi di mercato, non dalla legge. Un cliente può aspettarsi di non pagare nulla per un semplice computo standard, ma nulla impedisce giuridicamente di fatturare un preventivo, a condizione di proporlo chiaramente prima di impegnarsi.
Quando fatturare un preventivo diventa giustificato
Un computo che richiede diverse ore di studio tecnico o uno spostamento su un cantiere complesso
Uno studio di fattibilità o un progetto preliminare che va oltre un semplice prezzo indicativo
Un bando di gara in cui più aziende preparano un fascicolo dettagliato senza garanzia di ottenere l’appalto
Un cliente che richiede più versioni o varianti dello stesso preventivo
Il preventivo fatturato viene spesso dedotto dal prezzo finale
Una prassi diffusa e ben accettata: fatturare un importo simbolico per lo studio, deducibile dal prezzo totale se il cantiere viene infine affidato, perché questo mette al sicuro il tempo investito senza scoraggiare un cliente serio.
La vera posta in gioco: prevenirlo prima, non dopo
L’unico vero rischio non è giuridico ma commerciale: fatturare un preventivo senza averlo annunciato in anticipo crea una controversia evitabile. Al contrario, indicarlo esplicitamente («studio quantificato a CHF X, dedotto dall’importo finale in caso di accettazione») filtra naturalmente le richieste non serie restando al contempo trasparenti con un cliente impegnato.
Un preventivo chiaro, fin dalla prima riga
Cantia permette di aggiungere una menzione di condizioni direttamente sul preventivo: tutto il necessario per precisare un’eventuale fatturazione dello studio senza ulteriore complessità amministrativa.
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