La ritenuta di garanzia consiste, per un committente, nel non versare immediatamente l’intero saldo finale di un cantiere, trattenendo una parte (spesso il 5-10 %) come garanzia contro eventuali difetti scoperti dopo la ricezione. Non è una regola legale automatica, ma una clausola contrattuale che deve essere negoziata e accettata esplicitamente.
Cosa deve essere precisato perché una ritenuta sia valida
La percentuale esatta trattenuta, fissata in anticipo nel contratto o nel preventivo
La durata della ritenuta, che corrisponde generalmente al periodo di garanzia iniziale (prima del passaggio ai 2 o 5 anni completi)
Le condizioni di liberazione: a quale data, su quale base, la ritenuta viene restituita all’impresa
Un’eventuale alternativa accettata in anticipo: garanzia bancaria a prima richiesta invece di una ritenuta in contanti
Un’alternativa spesso più favorevole: la garanzia bancaria
Invece di lasciare una parte del cantiere non pagata per mesi, un’impresa può proporre una garanzia bancaria a prima richiesta (un impegno della banca a versare l’importo in caso di difetto comprovato, senza che l’impresa debba attendere la propria liquidità). Ciò evita l’immobilizzazione diretta di liquidità offrendo al cliente la stessa sicurezza.
Una ritenuta di garanzia non regolata per iscritto diventa un punto di attrito ricorrente
Senza una data di liberazione chiara, il saldo trattenuto si trasforma spesso in una «dimenticanza» da parte del cliente. La ritenuta deve quindi sempre essere accompagnata da una scadenza precisa e scritta.
Monitoraggio dei saldi trattenuti, cantiere per cantiere
Cantia tiene traccia chiara di ciò che resta dovuto su ogni fattura, per non perdere mai il filo di una ritenuta di garanzia da reclamare una volta trascorso il periodo.
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